Cenni storici su Pozzuoli
Pozzuoli, composta da sette frazioni, fu fondata dai greci di Samo col nome di "Dicearchia" nel 529 a.C., divenendo"Puteoli" coi Romani, che le conferirono grande importanza per i collegamenti nel Mediterraneo. Ricca di luoghi di interesse storico artistico.
Anfiteatro Neroniano-FlavioAnfiteatro Neroniano-Flavio |
Macellum - Tempio di SerapideDurante lo scavo del 1750 fu rinvenuta una statua del
Dio egiziano Serapis e, pertanto, fu ritenuto un "Tempio", in realtà la
struttura è il macellum (mercato) annesso all'area portuale della
città(I - II sec. d. C.). Le tre colonne in marmo cipollino presentano
evidenti tracce di fori praticati dai litodomi che testimoniano
l'alterno movimento bradisismico della zona. Le tabernae si sviluppano
intorno ad un ampio porticato, al cui centro si eleva una tholos, chiuso
da una esedra preceduta da quattro colossali colonne, delle quali si
osservano tre ancore in piedi. Le vaste tracce del pavimento marmoreo, e
il rivestimento dei servizi igienici sono la testimonianza di una
incomparabile ricchezza architettonica del monumento. |
Il santuario di San GennaroUn antico monumento di fede e di arte presso la Solfatara di
Pozzuoli, ove nel 305, Gennaro, Vescovo di Benevento, subì il martirio, sorse,
tra la fine del VI e l'inizio del VII secolo, una basilica in suo onore. Molto
verosimilmente, di essa è rimasta soltanto l'Altare, noto alla pietà popolare
come la pietra sulla quale sarebbe stato decapitato il Santo. L'eruzione della
Solfatara, avvenuta nel 1198, provocò la sua rovina e fu più volte restaurata in
seguito ai ricorrenti sismi, specialmente quelli che precedettero la tremenda
eruzione con la formazione del Monte Nuovo(1538). Fu ricostruita in forme più
ampie nel 1584, a spese del comune di Napoli, su progetto dell'architetto
Benvenuto Tortelli. Nello stesso tempo, accanto alla chiesa, fu edificato il
convento dei Frati Minori Cappuccini i quali fin d'allora l'occupano ed
officiano il sacro edificio con cura e zelo. |
SolfataraLa Solfatara di Pozzuoli è senz'altro il più
interessante vulcano dei Campi Flegrei, un comprensorio a nord di Napoli
costituito da circa 40 antichi vulcani. La durata media della visita è
di 45 minuti. Nel corso della visita al vulcano si possono osservare due
fenomeni che generano stupore e sgomento nel visitatore. Uno dei
fenomeni è quello della condensazione del vapore acqueo che si determina
avvicinando ad una fumarola una piccola fiamma: i vapori appaiono
progressivamente più intensi poiché sia le minute particelle solide
prodotte dalla combustione sia gli ioni dei gas atmosferici prossimi
alla fiamma agiscono da nuclei di condensazione del vapore stesso.
L'altro fenomeno impressionante è il rimbombo del suolo quello provocato
da un masso, che, lasciato ricadere al suolo da piccola altezza, in
alcuni punti del cratere, determina un cupo rimbombo che crea la
sensazione che vi siano delle grandi cavità sotterranee. In realtà si
tratta di micro cavità prodotte dai gas delle fumarole in un terreno di
sua natura abbastanza poroso. |
Rione TerraIl Rione Terra costituisce la sede della prima
colonia romana dell'antica Puteoli. Abitato con continuità anche nel
corso del medioevo fino a tempi recenti, esso venne sfollato negli anni
'70 prima, e nel 1982-84 definitivamente a causa del bradisismo. Scavi
in corso da alcuni anni hanno messo in luce buona parte del reticolo
stradale romano e di alcuni edifici che affacciavano su di esso. Il
primo nucleo del parco archeologico, che nel futuro si estenderà su una
superficie di oltre 2 chilometri quadrati, è adesso visitabile. |
Scavi di CumaCuma, una delle più antiche colonie greche, risalente
alla metà dell'VIII secolo a. C.. Dell'età greca sono visibili i resti
di fortificazioni sul |
Castello di Baia e Museo archeologico dei Campi FlegreiLa fortificazione fu eretta in un'area di rilevante
importanza strategica dalla quale si dominava il vasto specchio di mare
che si estende dal golfo di Pozzuoli all'acropoli di Cuma, con veduta di
Capri, Procida ed Ischia. La natura del promontorio tufaceo a picco sul
mare, la presenza di profondi valloni verso l'entroterra costituiti dai
crateri detti Fondi di Baia, le opere di difesa - mura, fossati e ponti
levatoi - rendevano il castello pressoché inespugnabile. La costruzione
fu iniziata dagli Aragonesi nel 1495, nell'imminenza dell'invasione da
parte del re di Francia Carlo VIII, unitamente a numerose altre opere di
fortificazione nel Regno di Napoli. In relazione alla nuova destinazione
d'uso, negli anni 1927-30 furono eseguiti lavori di trasformazione che
comportarono numerose alterazioni e superfetazioni. Il complesso è stato
fino al 1984 nel possesso della Regione Campania; poi, rientrato nelle
disponibilità del demanio statale, fu consegnato alla Soprintendenza
Archeologica di Napoli perché vi realizzasse il Museo Archeologico dei
Campi Flegrei. |
La lago d'Averno e lago di LucrinoIl lago d'Averno prese nome da una oscura e profonda voragine (attualmente non identificata) presente nelle sue vicinanze ed emanante vapori sulfurei la quale, secondo la religione greca e poi romana, era un accesso all'Oltretomba, regno del dio Plutone. Per tal motivo gl'inferi romani (l'Ade greco) si chiamano anche Averno.
Infatti anche il poeta Virgilio nel sesto libro dell'Eneide colloca vicino a tale lago l'ingresso mistico agli Inferi dove l'eroe Enea deve recarsi (scrupea, tuta lacu nigro nemorumque tenebris VI, 238). Il nome latino Avernus deriva dalla lingua greca ed etimologicamente significa "senza uccelli" poiché gli uccelli che volavano sopra tale voragine morivano a causa delle sue esalazioni sulfuree. |
Riserva naturalistica del Monte NuovoAd Est del lago vi è il cono vulcanico di Monte Nuovo
che si è formato in seguito ad un'eruzione durata alcuni giorni (dal 29
settembre al 6 ottobre del 1538). Il cratere di Monte Nuovo è visibile
con una breve escursione a piedi partendo dal campo di calcio di Arco
Felice. Dal bordo craterico il panorama spazia sull'intero golfo di
Pozzuoli comprese le isole di Ischia e Procida, ad ovest sul lago d'Averno,
a nord sul Monte Gauro e ad est sino al Vesuvio. |
Terme di BaiaIl nome di questa splendida insenatura è legato al
leggendario viaggio del mitologico eroe greco Ulisse che qui seppellì il
suo compagno Bajos. Baia è stata decantata e frequentata fin
dall'antichità classica per le sue delizie ambientali e per le sue
sorgenti termali, tanto che Orazio dichiarò che nessuna insenatura al
mondo risplende più di Baia. L'aristocrazia romana dell'epoca non tardò
a farsi costruire le proprie ville che si presentavano monumentali,
finemente rifinite e dotate, quasi tutte, di vivai per l'allevamento
delle murene: vera squisitezza culinaria dell'epoca. Con la fine della
Repubblica, Baia, chiamata la piccola Roma, fu eletta residenza estiva
degli imperatori e dei patrizi romani. Fu proprio un ingegnoso
architetto ed imprenditore del primo periodo imperiale, Sergio Orata, ad
incanalare le diverse sorgenti d'acqua calda in modo da riscaldare
diversi ambienti termali attrezzati per la cura del corpo. Le terme di
Baia furono ingrandite da Nerone che amò particolarmente questo luogo.
Gran parte della città, che si sviluppava lungo un pendio, e degli
impianti termali, si trovano oggi a causa del bradisismo, sommersi dalle
acque del mare. La grandiosità e le raffinate tecniche architettoniche
che caratterizzavano il complesso, sono ben individuabili nel sito
archeologico. |
Adagiato sul Golfo di Pozzuoli, a diretto contatto con il mare a pochi metri dalla Città Sommersa, l'Hotel Napoli "La Tripergola", in località Arco Felice, è situato al centro dei Campi Flegrei, tra Pozzuoli e Capo Miseno, terra da sempre vocata all'ospitalità e luogo privilegiato di risorse naturalistiche, archeologiche e culturali.
Tra lo splendido Golfo di Pozzuoli e le
incantevoli isole di Capri, Ischia e Procida gli antichi insediamenti romani e
greci fanno da cornice ad un territorio ricco di storia e di fenomeni naturali.
La Solfatara con le sue fumarole, Baia con le antiche Terme e Cuma con l'antro
della Sibilla.
Il Ristorantino panoramico è tappa obbligatoria per i cultori della buona
cucina e di piatti tipici del rinomato itinerario enogastronomico dei Campi
Flegrei. Si potranno gustare prodotti tipici della fertile terra e del generoso
mare e i "Vini Campi Flegrei d.o.c.".
L'Albergo, che gode di uno scenario mozzafiato sull'isola di Capri, sul Rione
Terra, sul Castello di Baia e su Capo Miseno, deve il suo nome all'antico
villaggio di "Tripergole", inabissatosi in seguito all'eruzione che nel 1538
diede vita al Monte Nuovo.